Per chi
Per chi lavoro, e per chi no.
Non sono la persona giusta per tutti, e penso sia importante dirtelo subito.
Lavorare su un problema specifico mi permette di servire bene chi lo vive, e di evitare di prendere persone per cui non sarei davvero utile.
Spero che questa pagina ti aiuti a orientarti.
Per chi ha attraversato il cancro.
Lavoro con uomini e donne che hanno terminato le cure attive e si trovano nei primi anni dopo, in quella fase di follow-up lunga in cui il mondo ti considera guarito ma tu sai che la ricostruzione è appena cominciata. Il tumore al seno è frequente tra le persone che incontro, ma lavoro con chi ha attraversato esperienze oncologiche diverse: il problema su cui lavoro è comune a molte di esse.
Lavoro con uomini e donne che hanno terminato le cure attive e si trovano nei primi anni dopo, in quella fase di follow-up lunga in cui il mondo ti considera guarito ma tu sai che la ricostruzione è appena cominciata.
Il tumore al seno è frequente tra le persone che incontro, ma lavoro con chi ha attraversato esperienze oncologiche diverse: il problema su cui lavoro è comune a molte di esse.
Il centro del mio lavoro non è il tipo di tumore. È la fase che arriva dopo:
il ritorno alla vita, al lavoro, alle relazioni, a un corpo e a un’energia che non sono più quelli di prima.
Forse non hai bisogno di ricominciare da zero. Forse hai bisogno di fare ordine.
Dopo le cure, molte persone si trovano in una fase difficile da spiegare: da fuori sembra tutto più semplice, ma dentro restano decisioni, limiti, relazioni e ritmi da rimettere a fuoco.
Il rientro al lavoro è arrivato, ma i ritmi di prima non reggono più.
Intorno a te danno per scontato che tu sia tornato alla persona di prima. Tu, invece, senti che energia, concentrazione e capacità di recupero non seguono ancora gli stessi tempi.
Devi parlare con chi ti sta sopra, ma temi di essere letto come fragile.
Devi spiegare che non puoi più reggere gli stessi viaggi, le stesse ore o gli stessi progetti. Vorresti farlo senza perdere credibilità, ruolo o spazio professionale.
Hai sempre retto tutto, ma ora il corpo ti chiede di rallentare.
Sei abituato a non mostrare debolezza, a tenere insieme lavoro, famiglia e responsabilità. Adesso fai fatica ad accettare che il corpo chieda confini più chiari.
Senti che qualcosa è cambiato, ma non vuoi trasformarlo in retorica.
Dopo il cancro qualcosa si è spostato in profondità. Vuoi capire come tradurlo nella vita quotidiana, senza frasi consolatorie e senza dover dare un senso forzato a tutto.
Le relazioni vicine non sono più esattamente quelle di prima.
Chi ti è accanto ha retto a lungo in apnea e ora non sa come tornare alla normalità. E nemmeno tu. Ci sono cose da dire, ma non è semplice trovare le parole.
Devi prendere decisioni importanti, ma tutto sembra poco chiaro.
Lavoro, famiglia, priorità personali, confini, futuro. Le decisioni ci sono, ma restano sospese. Ti serve distinguere meglio cosa è urgente, cosa è importante e cosa può aspettare.
Non serve riconoscerti in tutto. A volte basta una sola situazione per capire che questa fase merita uno spazio più ordinato, con parole più precise e strumenti concreti.
Se ti riconosci in una di queste situazioni, possiamo parlarne.
La call conoscitiva dura 30 minuti, è gratuita e non comporta nessun impegno. Serve a capire insieme dove ti trovi e se il mio modo di lavorare è adatto alla tua situazione.
PER CHI ACCOMPAGNA UN FAMILIARE
Se sei partner, figlio, fratello o genitore di una persona in cura, e ti ritrovi a gestire decisioni, logistica e comunicazioni mentre tieni tutto dentro il Percorso Accanto è pensato per te.
È un percorso operativo, pensato per chi accompagna durante o dopo la malattia e ha bisogno di strumenti per comunicare, decidere e non esaurirsi.
Il Percorso Accanto è uno dei pochi percorsi che offro anche durante la fase acuta della malattia: in quel momento chi accompagna è spesso più lucido del paziente, e ha bisogno di indicazioni chiare.
Per chi non sono la persona giusta.
Voglio essere chiara anche su questo, perché penso sia un atto di rispetto.
Step 1
Se sei nel pieno della fase acuta della malattia, con terapia in corso o intervento appena fatto. In quella fase hai bisogno dell’équipe oncologica e di un supporto psicologico specializzato, non di coaching.
Step 2
Se cerchi una psicoterapia strutturata. Sono coach, non psicoterapeuta. Per l’elaborazione del trauma ti indirizzo a colleghe psicologhe e psico-oncologhe.
Step 3
Se cerchi approcci alternativi alla medicina, cure energetiche o soluzioni che promettono di risolvere tutto. Non è il mio lavoro e non è il mio approccio.
Step 4
Se cerchi frasi motivazionali, citazioni o “energia positiva” a tutti i costi. Il mio lavoro è concreto. Funziona, ma non consola nel senso superficiale del termine.
Se ti riconosci, possiamo parlarne.
La call conoscitiva dura 30 minuti, è gratuita e non comporta nessun impegno.
Serve a capire insieme se posso esserti utile, quale percorso ha senso per la tua situazione, o se è meglio indirizzarti verso un altro tipo di supporto.
